Galleria Nazionale dell’Umbria mostra “Giotto e san Francesco"
Il 17 aprile la classe 3 Accoglienza Turistica accompagnata dalle docenti Eleonora Giada Mancini, Francesca Mazza, Sara Morosi e Giuditta Spalatro, si è recata presso la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia per visitare la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” che racconta una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento.
La mostra che fa parte degli eventi creati per celebrare gli Ottocento anni dalla morte di San Francesco, pone l’attenzione del grande pubblico sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna; nell’ultima parte del XIII secolo, infatti, si assiste al passaggio da un linguaggio bizantina, la cosiddetta “maniera greca”, alla rivoluzione figurativa promossa dal Giotto, che introduce nell’arte un linguaggio radicalmente nuovo fatto di uno spazio costruito in profondità, abitato da figure solide, volumetriche, dotate di una presenza fisica e di un’intensità emotiva fino ad allora inedite.
In mostra i nostri alunni hanno potuto vedere con i loro occhi ben 5 opere autografe di Giotto, capolavori dei senesi Simone Martini e Pietro Lorenzetti e di tanti altri maestri umbri che, tra Perugia, Gubbio, Orvieto, Spoleto e Montefalco, hanno saputo accogliere e reinterpretare la lezione giottesca e senese. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” che racconta una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento. La mostra che fa parte degli eventi creati per celebrare gli Ottocento anni dalla morte di San Francesco, pone l’attenzione del grande pubblico sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna; nell’ultima parte del XIII secolo, infatti, si assiste al passaggio da un linguaggio bizantina, la cosiddetta “maniera greca”, alla rivoluzione figurativa promossa dal Giotto, che introduce nell’arte un linguaggio radicalmente nuovo fatto di uno spazio costruito in profondità, abitato da figure solide, volumetriche, dotate di una presenza fisica e di un’intensità emotiva fino ad allora inedite.
In mostra i nostri alunni hanno potuto vedere con i loro occhi ben 5 opere autografe di Giotto, capolavori dei senesi Simone Martini e Pietro Lorenzetti e di tanti altri maestri umbri che, tra Perugia, Gubbio, Orvieto, Spoleto e Montefalco, hanno saputo accogliere e reinterpretare la lezione giottesca e senese.




Ultima revisione il 21-04-2026 da ALDO GIUSEPPE GERACI

